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"Sereno variabile", ed. Monti, 2004
Dalle sue esperienze a diretto contatto con le ragazze ed i ragazzi adolescenti e con gli adulti che, a vario titolo, si occupano – e pre-occupano! – di loro, è nato questo libro, che vuole essere un aiuto ad individuare la sottile linea di confine che separa la normale “turbolenza” adolescenziale da quegli atteggiamenti e quelle condotte che, al contrario, possono essere indice di disagio o di patologia. |
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INTRODUZIONE
L'adolescenza è spesso definita come un'età critica, incerta, di malessere, di inquietudine, un'età difficile, un’età "così". In questa fase della vita, ogni sentimento, ogni emozione, ogni esperienza assumono un significato totale, assoluto. Le ragazze, i ragazzi tentano di destreggiarsi fra desideri e bisogni improvvisi e contrapposti, sensazioni di solitudine e di vuoto, ansie e incertezze, nuovi ideali e vecchie malinconie. La sfera emotiva è instabile, gli sbalzi d’umore sono tanto frequenti quanto imprevedibili, gli stati d’animo sono ambivalenti. La struttura psichica dell’adolescente si sta evolvendo; segnali che in un adulto potrebbero far pensare ad una conclamata psicopatologia, nell’adolescente, purché transitori, sono segnali che possono far parte di un processo di crescita e sviluppo normale, nonostante la giusta e comprensibile preoccupazione dei Genitori.
Gli adolescenti non hanno bisogno che si parli di loro, spiegando il mondo e la vita in modo razionale, lucido e, a volte, anche un po’ didattico; hanno bisogno che si parli con loro, aprendosi con disponibilità all'ascolto, lasciando che sia la loro voce a dare forma e senso al loro mondo. Gli adulti devono ricordarsi di aver avuto la stessa età, di aver vissuto le stesse paure, le stesse inquietudini, le stesse speranze.
È una fase della vita densa di grandi cambiamenti; ciò che gli adulti – Genitori, Insegnanti, Educatori – possono, devono offrire alle ragazze ed ai ragazzi è un ascolto libero da stereotipi, un sostegno, un punto di riferimento e, non ultimo, un orientamento etico coerente. Occorre evitare i “buoni consigli” seguiti da esempi di vita discordanti: la normale ribellione si trasforma in rabbia amareggiata. Il compito degli adulti che, a vario titolo, convivono e condividono il percorso di crescita degli adolescenti è quello di offrirsi come accompagnatori, con i limiti e la forza di chi ha compiuto un tratto di strada più lungo.
Forse, ciò che più manca agli adolescenti di oggi è la capacità di tollerare le frustrazioni, di accettare la fatica e le inevitabili piccole sconfitte che la vita comporta. Questo allora è il compito educativo che gli adulti devono realizzare.
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